Genitori e ragazzi, abbiate cura dei nostri arbitri

“Troppo spesso si usa l’espressione “l’arbitro può sbagliare”, ma è sostanzialmente errata: l’arbitro deve poter sbagliare”

scritto daMarco Mammini

Manca ormai poco all’inizio della stagione giovanile 2017/2018. Le numerosissime squadre iscritte ai diversi campionati hanno concluso la fase di preparazione e gli allenatori hanno scelto la tattica e il modulo da adottare nelle gare ufficiali. Anche quest’anno su tutti i campi ci saranno 22 protagonisti che si affronteranno, sotto gli occhi del proprio pubblico.

Sul vasto terreno di gioco, però, oltre ai calciatori sarà presente anche un’altra persona (tre nei casi dei campionati dei più grandi e professionisti), il cosiddetto “Signor arbitro” al quale, ogni domenica, quando la sorte è dalla sua, vengono indirizzati “solo” pesanti insulti. In altre occasioni, invece, quando giocatori, dirigenti, spettatori o chi per loro decidono di sfogarsi passando alle maniere più brutali, arrivano a minacciarlo o addirittura ad aggredirlo. Io stesso mi sono trovato in situazioni del genere: in quest’anno di cronache ne ho sentite di tutti i colori: dal più tenero “arbitro cornuto” fino a frasi da far accapponare la pelle: “magari muori tornando a casa”. Questa, però, non vuole essere solamente una critica al calcio, anzi, mi piacerebbe fosse, senza presunzione, un punto di partenza per poter arrivare un giorno a non dover più riportare fatti di cronaca incresciosa, relativa alla violenza sui direttori di gara. Basterebbe un piccolo sforzo da parte di tutti. Affinché questa riflessione non rimanga una mera utopia platonica: servirebbe che coloro i quali ogni fine settimana sono impegnati a giocare e ad allenare e, soprattutto, coloro che siedono in tribuna, guardassero con un altro spirito il direttore di gara. Ci si dovrebbe estraniare per un attimo e pensare che quella persona possa essere un figlio, un ex compagno di squadra o semplicemente un amico di tutti i giorni.

Troppo spesso si usa l’espressione “l’arbitro può sbagliare”, ma è sostanzialmente errata: l’arbitro deve poter sbagliare, ha il diritto di farlo. Fin quando questa figura (necessaria) non sarà sostituita da un computer (speriamo mai) l’errore deve essere ammesso. L’arbitro deve poter sbagliare perché sbagliano tutti, perfino i colleghi della serie A che nonostante l’ausilio del famigerato VAR non assegnano rigori eclatanti. L’arbitro deve poter sbagliare perché sta portando avanti un percorso di crescita, come i calciatori che corrono al suo fianco.

Cari genitori, sbagliano i vostri figli, ai quali vengono perdonati gol falliti e brutti voti a scuola.

Cari allenatori, sbagliate quando scegliete male i cambi o quando prendete troppo sul serio la partita inveendo contro ragazzi ancora acerbi.

Cari ragazzi, sbagliate perché pensate ad emulare i professionisti, i quali in questo momento, tra una simulazione e l’altra o tra l’ennesimo cambio di casacca per soldi, non sembrano essere grandi modelli da seguire.

Insomma lasciate in pace gli arbitri. Godetevi questo meraviglioso sport e abbiate rispetto per tutte le giacchette nere che si sacrificano come voi per raggiungere un traguardo o semplicemente per divertirsi.

Se non ci fosse il fischio d’inizio non ci sarebbe una partita. Se non ci fossero tre fischi finali non ci sarebbe una vittoria.

fonte: http://gazzettaregionale.it/notizie/genitori-e-ragazzi-abbiate-cura-dei-nostri-arbitri

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