Guida Tecnica

Guide tecniche rilasciate dalla Federazione

Le modalità di gioco nelle categorie di base

La scuola calcio ASD Evergreen pensa che per migliorare i comportamenti sia necessario conoscere. Pertanto avviamo una rubrica dove cercheremo di informare su quelle che sono le direttive della Federazione già in vigore in tutti i paesi europei calcisticamente evoluti. Conoscere significa liberarsi e riteniamo sia un buon servizio quello di diffondere i documenti che comprovano certe affermazioni liberando il calcio dalla sua condizione per cui tutti possono affermare tutto e il suo contrario. Continue Reading

Genitore-bambino il rapporto sportivo

Un buon genitore dovrebbe sempre sostenere il proprio figlio che decide di intraprendere un percorso sportivo. Dovrebbe fargli capire che lo sport è voglia di stare insieme agli altri divertendosi, senza nutrire gelosie verso altri bambini o creare false ambizioni.

Nell’età adolescenziale, il genitore è chiamato in causa a gestire situazioni imbarazzanti che creano disagio ad una attività serena del proprio bambino. Infatti molte volte il vero protagonista di un goal non fatto, o di un passaggio sbagliato non è il bambino ma il genitore.

Capita che inconsciamente si tenda a realizzare attraverso il bambino, i desideri che non si è riusciti a soddisfare da giovani. Questo danneggia fortemente lo sviluppo del bambino. Continue Reading

Suggerimenti per una sana alimentazione del calciatore

Anche nel calcio, come in molti altri sport, la dietologia ha fatto molti progressi e negli ultimi anni sempre più preparatori e tecnici si sono interessati a questo importante tema, che fa parte integrante dei miglioramenti di un atleta.

L’ALIMENTAZIONE E LA PARTITA
La partita rappresenta il momento più importante per il calciatore, quello della verifica del suo valore e del lavoro fatto in settimana; ecco perché è sempre necessario seguire un’alimentazione adeguata. Fondamentale, al fine di raggiungere il maggior rendimento agonistico, quindi, sarà scegliere un’alimentazione che preveda cibi e bevande corrette prima e durante la partita. Anche il modo di nutrirsi dopo di essa sarà importante per un migliore recupero, permettendo all’atleta di presentarsi all’allenamento successivo in condizioni ottimali. Infatti il calcio moderno prevede impegni ravvicinati e molte volte accade che si debba giocare un’altra gara dopo nemmeno tre giorni.

PRIMA DELLA PARTITA
Nell’alimentazione che precede la partita ancora oggi vengono commessi vari errori da parte dei calciatori, sia che questi siano professionisti, sia che giochino nelle categorie inferiori o in quelle giovanili. Alcuni di questi errori talvolta non pregiudicano la prestazione della partita soltanto perché i giocatori – soprattutto quelli giovani – godono di capacità digestive ben superiori alla norma, riuscendo pertanto a non avere alcun disturbo. Alle volte la giovane età aiuta anche quando si assumono cibi sconsigliati o abbinati in maniera scorretta. In altre situazioni, invece, gli errori che si verificano non sono immediatamente visibili, ma determinano un peggioramento dell’efficienza nel corso della gara e della stagione (alcool, fumo ecc.).

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DIGIUNO MOLTO PROLUNGATO
Gli atleti e i preparatori non possono sottovalutare il fatto che l’assunzione di cibi e bevande non debba mai avvenire per lungo tempo, perché potrebbe avere influenze negative sulle caratteristiche fisiche, ed eventualmente su quelle psichiche del giocatore. Le conseguenze di una scorretta alimentazione possono creare situazioni di ipoglicemia da digiuno, ipoglicemia reattiva e iper-lipidemia che, soprattutto se abbinate alle conseguenze  dell’insorgere della fatica, possono determinare un significativo peggioramento delle prestazioni.
Se é vero, dunque, che l’assunzione scorretta dei cibi può danneggiare, é anche vero che é importante che il giocatore non si presenti alla partita a digiuno da parecchie ore; tanto per fare un esempio, giocando la mattina l’atleta non deve arrivare al campo digiuno. La conseguenza sarebbe, l'”ipoglicemia”, vale a dire l’abbassamento del tasso del glucosio nel sangue; di conseguenza, il giocatore lamenterebbe poca lucidità durante il gioco e scarsa capacità prestazionale ed atletica.

DIGESTIONE ANCORA IN CORSO
Capita alle volte, specie negli atleti amatoriali il problema inverso al precedente, quello di terminare di mangiare quando manca troppo poco tempo all’inizio della partita.
Se l’intervallo fra la fine del pasto e l’inizio del riscaldamento pre-partita é eccessivamente breve (o/e se si sono assunti cibi poco digeribili o mal combinati fra di essi), mentre si é in campo si possono avere sia problemi di tipo gastrico (pesantezza, acidità , nausea, vomito), sia problemi generici (giramenti di testa, perdita delle forze) dovuti al fatto che la digestione non è ancora terminata e il sangue affluisce allo stomaco. Da questa situazione possiamo dedurre che la prestazione viene influenzata sfavorevolmente. Anche il cervello risente negativamente del fatto che i cibi siano ancora nello stomaco. Continue Reading

Il ruolo degli adulti in una scuola calcio

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Gli adulti svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere costante l’interesse dei bambini verso il gioco del calcio. Come in ogni altra situazione nuova, la fase d’inizio dell’attività è importante perché rivela come sarà l’organizzazione futura. Quindi, l’attività deve essere tale da coinvolgere in maniera intensa i bambini, così da soddisfare il loro desiderio di movimento, di divertimento, di varietà e di stare insieme ad altri coetanei. Non bisogna annoiarli con spiegazioni troppo lunghe su quello che è consentito fare e su ciò che va evitato. Devono essere fornite poche regole semplici, specifiche ed espresse in maniera diretta e che vanno fatte rispettare con fermezza e in maniera pacata.
In questa fascia di età i bambini tendono a considerare l’abilità sportiva come risultato dell’impegno e spesso i bambini non s’impegnano perché sanno di non saper fare. Per tutti gli adulti che sono a contatto con questi giovanissimi calciatori è importante che, per prima cosa, rinforzino il loro impegno. Questo anche perché la maggior parte dei bambini è entusiasta di giocare con altri compagni e ha piacere di correre dietro la palla, questa passione per il gioco va sostenuta e va apprezzata. In questo clima positivo anche i bambini più insicuri e meno aperti tendono ad acquisire fiducia nell’istruttore, vogliono imitare gli altri compagni più estroversi che si divertono sicuramente di più e sanno che non verranno rimproverati per un errore tecnico. Quindi possono provarci anche loro, alcuni lo faranno più timidamente prendendo delle iniziative in maniera graduale mentre altri, invece, potranno dare l’impressione di essere esplosi e di non saper regolare questa loro energia fisica, che un po’ per volta impareranno a controllare. In questo contesto l’allenatore dovrà premiare i miglioramenti, fare le opportune correzioni tecniche e rinforzare l’impegno, mentre le altre figure adulte dall’accompagnatore ai genitori dovranno essenzialmente sostenere con il loro appoggio emotivo l’impegno dei bambini. Non dovranno invece entrare nel merito dei fatti tecnici, ma trasmettere ai loro figli che sono contenti perché si divertono, perché giocano su un prato all’aria aperta, perché conoscono nuovi amici. Viceversa dovranno preoccuparsi se i loro figli non si divertono o se non hanno voglia di tornare la prossima volta. Soprattutto da bordo campo non dovranno soffermarsi ad osservare se il loro figlio sbaglia o fa giusto, ma se interagisce con gli amici, se ascolta l’istruttore quando parla, se mostra energia e corre, se si isola o sta in mezzo agli altri e così via. Continue Reading

Il profilo psicomotorio del bambino di 6-8 anni e le sue relazioni

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Ben il 49% dei bambini dai 6 ai 10 anni e il 10,3% di quelli della classe da 3 a 5 anni giocano a calcio con continuità̀ (ISTAT 2002). Questi dati stanno ad indicare che all’inizio della scuola elementare i bambini scelgono in larga parte di praticare questo sport. È quindi una grande responsabilità̀ quella degli operatori sportivi che lavorano nel calcio, poiché́ circa la metà dei bambini italiani s’iscrivono a una delle loro scuole. l calcio richiede ai bambini un particolare impegno cognitivo e necessita della capacità di comprendere il punto di vista dell’altro. Il processo di anticipazione motoria si basa sull’abilità di saper prevedere ciò che il nostro avversario sta per fare ma, i bambini di questa età, hanno difficoltà ad assumere questo punto di vista. D’altra parte però, l’uso di questa abilità è necessario in uno sport di squadra che coinvolge molti giocatori che devono agire insieme, servendosi di una strategia comune di risposta alle azioni degli avversari. Le difficoltà dei bambini sino agli 8 anni sono Continue Reading